Enogastronomia
umbra
Sagrantino di Montefalco
Dalle particolari uve di sagrantino, si ottiene quest'ottimo vino rosso apprezzato in tutto il mondo. Montefalco è la capitale del sagrantino e del vino rosso in generale, ed ogni anno vi sono numerosi eventi enologici di notevole interesse, come “cantine aperte”, “le strade del sagrantino”, “calici sotto le stelle”.
Il Sagrantino di Montefalco D.O.C.G., grazie alla competenza delle cantine produttrici, ha conseguito numerosi premi ed è nominato nelle migliori guide ai vini Italiani.
Tartufo nero e salumi di Norcia
Il tartufo è uno dei frutti della terra nte fra i più ricercato e rinomato per il suo particolare sapore. L’Umbria, ed in particolare la zona di Norcia è sicuramente molto ricca di tartufi neri e "scorzoni".
Ogni anno a febbraio in questa città si svolge un importante manifestazione in cui è possibile acquistarli:
la Mostra mercato del Tartufo nero pregiato di Norcia.
La città di Norcia conserva da molti secoli una profonda tradizione nella lavorazione delle carni per la produzione di prosciutti, salami ed ogni genere d’insaccato, da cui il termine “norcino”. Ancora oggi ci sono vere e proprie boutique dell’insaccato, le "norcinerie", dove poter comprare ogni genere di leccornia come il famosissimo e unico salame" ciauscolo" e"le palle del nonno"
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Lenticchie di Castelluccio di Norcia
Situata nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, la piana di Castelluccio è rinomata per la coltivazione di un tipo di lenticchia molto piccola, ma con un eccezionale sapore, anche grazie al fatto che sono coltivate in alta montagna, ad un’altezza di circa 1500 metri. Incredibilmente bello è lo spettacolo della fioritura.
Cicerchie di Norcia
La cicerchia (in dialetto Cicerchie o Cecere), si semina in primavera. Raccolta manuale nel mese di Luglio, seguita da essiccazione naturale sul terreno.
Ricche di proteine, di fibra e di potassio, il loro utilizzo è chiaramente documentato in ricette seicentesche di zuppe e minestre.
In particolare, i ceci e le cicerchie, erano un tempo presenti in ogni orto familiare ed erano componenti di nutrienti e saporiti minestroni. Dal passato ci giunge la ricetta di una minestra dove la cicerchia rappresenta l'ingrediente principale.
La cicerchia viene usata in cucina per accompagnare salsicce, zampetti o cotiche di maiale.Il piatto, semplice ma gustoso, viene servito caldo su crostoni di pane abbrustoliti.
Patata rossa di Colfiorito
L’altopiano di Colfiorito, per il suo particolare clima è particolarmente adatto alla coltivazione di legumi e di un tubero molto rinomato, la
“patata rossa”. Questo tipo di patata è particolarmente gustosa ed utilizzata per la preparazione di molti piatti tipici locali.
La cipolla di Cannara
Cannara sorge in una zona pianeggiante fra Assisi e Bevagna. La coltivazione della cipolla è una tradizione, celebrata ogni anno le prime due settimane di settembre con la “Sagra dalla Cipolla”. Numerosi sono i piatti che è possibile degustare negli stand gastronomici allestiti; naturalmente tutti a base di cipolla dall'antipasto al dolce!
Sedano nero di Trevi
Le pazienti e secolari cure degli agricoltori di Trevi hanno portato alla creazione di un particolare cultivar di sedano, il “sedano nero”. Così chiamato per il colore scuro, è sapientemente cucinato in particolari piatti tipici locali.
Olio Extravergine di oliva di Spello
Il terreno roccioso delle colline che circondano Spello, è ideale per un particolare modo di coltivare gli olivi chiamata “moraiolo”. Dalle olive di questa piccola pianta si ottiene un olio extravergine di oliva veramente ottimo. Di particolare interesse è la visita ai frantoi in occasione di
“frantoi aperti” e la " sagra della bruchetta" che vi si svolge ai primi
di novembre.Olio D.O.P, D.O.C.G e D.O.C prodotto rigorosamente con "spremitura a freddo"
Pensate che persino Francesco De Gregori che vi abita si è dedicato alla produzione dell'olio extravergine.
Pane di Strettura
Strettura è un paesino situato sui monti di Spoleto, dove si produce un pane ormai famoso per essere quanto mai simile a quello di una volta.
Le ragioni sono molteplici: l'acqua purissima delle sorgenti, le vecchie varietà di cereali, nonché per la lavorazione completamente manuale. Al lievito, conservato dalla panificazione precedente, si aggiunge acqua tiepida appena salata e farina per formare una pagnotta, sulla cui superficie si traccia una croce, non solo come segno di devozione, ma anche indice di lievitazione.
Questo pane viene messo a lievitare per una intera notte. Il mattino seguente, l'impasto deve essere rinfrescato, aggiungendovi ancora acqua tiepida e farina, fino ad avere la giusta consistenza e viene lavorato a mano, fin quando risulti liscio ed omogeneo.
Si lascia lievitare ancora per alcune ore e poi si mette nel forno, per una cottura con fuoco di legna.
Fagiolina del Lago Trasimeno
La fagiolina, detta anche risina del lago a causa delle dimensioni modeste e del colore prevalentemente biancastro, o fagiolo dall'occhio, a causa di un puntino nerastro che ricorda una pupilla, è anch'essa una pianta assai antica, perchè venne introdotta in Italia intorno al IV secolo avanti Cristo.Ne sono state contate ben 18 varietà, leggermente diverse l'una dall'altra, coltivate da una settantina di agricoltori. Si consuma in genere lessa, condita con un filo d'olio extravergine delle colline del Trasimeno, meglio con una bruschettina calda o in un tortino come quello della foto.
Il Farro di Monteleone di Spoleto
Il nome significa biada in latino ed è un tipo particolare di frumento, che era largamente coltivato in epoca romana. In seguito venne quasi abbandonato e solo da poco
è stato riscoperto per molte preparazioni.
E' una graminacea, dal fusto eretto e resistente e dalla foglia lineare, che cresce nelle zone di montagna. In alcune aree dell'Umbria, e a Monteleone di Spoleto in particolare, la coltivazione del farro non è mai scomparsa.
In Umbria vengono coltivate le varietà di un tempo, particolamente apprezzate per la produzione di farro biologico e assai ricercate per il gusto e la ricchezza di fibre.
La Giada
Assisi






















