il Libro degli ospiti
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#2
invio foto
Da: arturo (miraggio7a@libero.it)
Inviato: domenica 24 maggio 2009 18.27.41
A: giada.sp@hotmail.it
2 allegati
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Ciao a Voi tutti, abbiamo alloggiato da Voi nel perido del 25 di aprile. oltre ai saluti vi mandimo finalmente le foto con i nonni.
A presto maria arturo e famiglia -
#1
Gentile Sig.ra Rossana, la vogliamo ringraziare per la sua disponibilità di accoglienza e di grande simpatia . Ci siamo trovati benissimo e non mancheremo di ritornare a trovarla magari in un prossimo viaggio da quelle parti. Abbiamo capito che ci sono tanti posti meritevoli di visita con più calma e tempo a disposizione.
Vogliamo dare un saluto a lei e alla sua famiglia e in particolare modo a nonna Norma e nonno Pasquale che ci ha fatto tanto piacere conoscere.
Non mancheremo di farle pubblicità se ne avremo l’occasione!
Paola e Davide Tega (Landiona – NO)
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#2
Da: Olivia Gonzalez (olivegonzalez@hotmail.com)
Inviato: giovedì 28 maggio 2009 13.53.39
Gracie, Rossana! I will email you our photos soon. I do not know how to do it without my son's help. Thank you for a very memorable stay at your beautiful country home. But most of all your friendliness and hospitality. I love Assisi the most, the place, history and people.
Pace,
Olivia -
#1
Cara famiglia Perticoni, ci siamo trovati veramente come a casa nostra. Vi ringraziamo per l' ospitalità e la cortesia dimostrataci e speriamo di poter tornare a trovarvi per visitare tutto ciò che non siamo riusciuti a vedere a causa del poco tempo a nostra disposizione
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BLOG de LA GIADA
18 luglio 2009
Passeggiata nel verde di Assisi
Ieri io e mio marito abbiamo deciso di andare a fare qualche foto nei dintorni della nostra casa vacanze "La Giada "di Assisi.
Eravamo partiti con l' intenzione di fare 5-6 foto ai campi di girasoli ,al Lavandeto in fiore e ai ruzzoloni di paglia appena fatti dai contadini della zona, invece le foto sono diventate 60.( Dintorni de La Giada )
Ogni scorcio ci pareva suggestivo, dalla splendida vista della Cittadella di Assisi che adorna il Subasio, alle mille farfalle e libellule che volavano di fiore in fiore e di foglia in foglia.
Ci siamo messi anche a dare la caccia alle ranocchie che si sentivano gracidare nei fossi e, per non farci macare niente, ci siamo dati alla raccolta dei funghi che nascono sui ceppi degli alberi tagliati.
E' stato un pomeriggio meraviglioso e rilassante e mi sono detta che molte volte andiamo a cercare la felicità facendo acquisti in chiassosi centri commerciali o gite a centinaia di chilometri e non ci accorgiamo che sono le cose più semplici e genuine che abbiamo a due passi da casa che ci riempono di serenità.
Stamattina ho capito che il mio sentimento era condiviso anche dal mio compagno, perchè a colazione mi ha detto:
" Andiamo a fare altre 5-6 foto?"
Gita all' Eremo delle Carceri
Oggi 25 luglio, visto il gran caldo, abbiamo deciso di andare sul Monte a cercare il fresco e allora, quale posto migliore dell' Eremo delle Carceri di San Francesco?
Si parte alla volta di Assisi, si costeggia tutta la Cittadella , si entra a Piazza Matteotti e si esce da Porta Cappuccini per salire verso la cima del Subasio.
Arrivati a circa 2 chilometri dall' Eremo, abbiamo deciso di lasciare la macchina all' ombra e di proseguire a piedi, perchè dovete sapere che,secondo la leggenda, chi arriva all' Eremo a piedi si conquista l' Indulgenza Plenaria, cioè la remissione totale dei peccati, quindi, se avete tempo, metteteci un po' di voglia e unite l' utile al dilettevole.
Io vi consiglio la camminata anche per la fantastica vista che si gode da quassù, comunque, per i più pigri, a circa 400 metri c'è un parcheggio e a 150 metri l'ultima piazzola di sosta dove troneggia una grande croce in cemento.
Ecco, scorgo l' Eremo fra la boscaglia e penso :" Finalmente, dopo questa salita me la sono meritata l' Indulgenza!".
Appena vedi l' Arco di ingresso, avverti la magia del luogo. L' ingresso fortunatamente è ancora gratuito ( come dovrebbe essere per tutti i luoghi di culto), passato l' Arco ci saluta subito una statua di San francesco, posta in mezzo al verde, quasi a rappresentare la sua vita in simbiosi con la natura, ed è proprio così che ci si sente qui, attorniati dai colori del bosco, dai profumi dell' aria e dai canti delle cicale.
All' entrata del Santuario ci sono i Cartelli che invitano al silenzio, nel rispetto della santità del luogo, e quelli con le informazioni per i turisti.
L' ingresso si apre in una piazzetta (con due pozzi ) che si affaccia sullo strapiombo, da cui si può vedere come il Santuario sia stato costruito proprio sulle rocce.
Dalla piazzetta si accede al Santuario ove, appena entrati si possono ammirare, a sinistra, un altare con un dipinto del Cristo in croce e, sulla destra, gli scranni con un meraviglioso Mosaico in vetro della Madonna con Gesù bambino, da cui filtra la luce. Da qui si scende per una angusta scaletta fino alla grotta di San Fancesco dove si trova un altro altare di pietra con un Crocefisso di San Damiano.
Dalla grotta si riesce all' esterno e , per una scala che costeggia lo strapiombo, si arriva al lecceto, tanto caro a San Francesco ed ai suoi compagni. Il percorso è stato adornato con statue in bronzo di F. Bacci.
La più spettacolare è senz' altro quella a grandezza umana che rappresenta San Francesco disteso ad ammirare estasiato il cielo con sorella Luna e sorelle Stelle, Fra Ginepro e Fra Leone (più erudito ) che traccia in terra il grande ed il piccolo carro.
Il sentiero si dirama seguendo quelli che erano i percorsi di meditazione e di ritiro spirituale di Francesco e dei suoi fratelli. Noi abbiamo seguito un gruppo di scout e, ogni tanto sulla parte della montagna o sugli altari di pietra che trovavamo sul cammino, notavamo delle croci artigianali lasciate dai visitatori in segno di pace e di buon auspicio.
Alfine siamo arrivati ad uno spiazzo con dei massi e delle panche per sedersi ove si trovavano alcune persone intente a pregare ed a scrivere, una grande croce in legno ed un altare ai cui piedi vi era una montagna di croci e di bigliettiini ed anche delle foto. Qui la gente viene ad invocare il Santo ed a chiedere un aiuto o a ringraziare per una grazia ricevuta.
Non ce ne saremmo più voluti andare, ma il pensiero della strada da fare per tornare all' automobile ci perseguitava, così a malincuore si siamo incamminati verso l' uscita con lo sguardo che vagava fra i lecci dalle forme più strane, che sembrano uscire dai muri del Santuario e la splendida vista panoramica della vallata sottostante. Fortunatamente vicino alla macchina c' era un bar-osteria, così oltre allo spirito abbiamo rinfrancato anche il corpo, poi siamo risaliti in automobile e ci siamo riavviati verso casa stanchi, ma "leggeri".
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La Giada
Assisi






























